<< indietroavanti >>


TESTO CRITICO DI CARLO MUNARI
Milano, 1975
Milano - Galleria Baguttino

Per lunghi anni appartata rispeito al cosidetto circuito ufficiale delle arti m!a non per questo meno attenta osservatrice d'ogni accadimento, e sempre impegnata, comunque, nel chiuso del proprio studio, in una meditata ricerca, Rosanna Forino esibisce adesso un repertorio di dipinti: I'affettuosa insistenza di quanti hanno avuto modo di seguirne il lavoro ha dunque avuto ragione del suo temperamento schivo, del suo innato pudore.

Direi che è stata decisione saggia in quanto mediante questa mostra è dato di fare un puntuale bilancio delI'ultimo biennio di attività, biennio che si rivela, poi, ai fini della sua vicenda, come decisivo. E' infatti in quest'arco di tempo che le esperienze evolvono con rapidità sino a definire i postulati fondamentali di quel linguaggio che siglerà - è agevole ipotizzarlo - la pittura in avvenire.

E' evidente che Rosanna Forino ha avvertito la limitatezza della ripresa naturalistica - ed anche il rischio ch'essa comportava di un compiacimento tanto edonistico quanto epidermico - ed ha tosto reogito orientandosi verso una diversa soluzione stilistica, la quale prevedeva una organizzazione strutturale delle componenti dell'immagine in uno spazio indeterminato. Si tratta del primo passo in avanti verso una rinnovata concezione della stessa pittura, il quale doveva tuttavia imporre all'artista una piuralità di altri problemi, non ultimo quello di privilegiare il colore quale veicolo primario dell'emozione poetica.

Gradualmente, trascorrendo attraverso il cicio dei << boschi>>, Rosanna Forino ha portato a compimento la propria ricerca, incentrandola soprattutto sulla campitura cromatica colta in un'accezione tettonica. In tal modo ella ha potuto costruire il dipinto sottraendolo al precario e al provvisorio che sono tipici dell'en plein air e consegnandogli una durata; ma in pari tempo ella ha potuto altresl esaltare le sue doti native di colorista col ricorso a gamme squillanti e tese, giustapposte nello spazio secondo il metro di una dettatura interiore, promossa dalI'emozione e cadenzata dall'intelletto.

Questo, in breve, il percorso compiuto da Rosanna Forino: uno sviluppo evolutivo che certo ne attesta la lucidità ma pone anche in risalto quelle che, a mio parere, sono le qualità umane dell'artista, massimamente la sua esigenza di penetrare la natura sino a farla vibrare di una voce poetica svariante fra l'elegia crepuscolare e l'incantamento panico.

Poichè, a ben badare, da questi recenti dipinti la parola umana emerge sempre in nitidezza - ed è una parola d'amore - che all'osservatore perviene con tono consoIatorio e lieve, quasi a rammemorare che nel rapporto armonioso con la natura risiede la salvazione dell'uomo.
Perciò l'artista con la natura si misura e si confronta: da siffatto atteggiamento ormai consolidato dipenderanno le sue prove ulteriori.

^ torna su ^