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TESTO CRITICO DI DMITRIJ SARABIANOV
Mosca, 1989
Mosca - Fondazione Culturale Sovietica (antologica)

Meditazioni pittoriche di Rosanna Forino

Ho davanti a me un'opera su carta di Rosanna Forino che la pittrice mi ha regalato nel gennaio 1989. Il disegno è realizzato a china e acquarello, a pennello e a penna.

Dal fondo bianco, come da uno spazio infinito, affiorano tratti liberi, rettangoli colorati, linee parallele che sembrerebbero predisposte a ricevere note musicali. Questi elementi di forme e tinte diverse, allontanati dall'occhio a distanze differenziate, talvolta intersecantesi, ora si muovono ora si arrestano, animando la pura superficie bianca su cui sono disposti.

Così Rosanna Forino contempla il mondo, riflette su di esso, più esattamente riflette su se stessa in esso. Nell'atto creativo supera la barriera fra oggetto e soggetto, fra realtà circostante e sè, e si dissolve nella sfera universale.

In un'immagine sorprendente si collegano lo spazio infinito, incommensurabile, di questo universo e "il piccolo mondo" dell'anima della pittrice, misurato con concreti parametri terrestri. Vengono in mente i "Piccoli mondi" di Vasilij Kandinskij in cui il titolo stesso rivela la medesima associazione. Nel contemplarli ci si può avvicinare con il viso alla carta, entrare in questo cosmo senza pretendere affatto che sia onnicomprensivo. Esso cresce da solo, uscendo dai limiti del foglio e ci conduce con sè nella profondità dell'anima che possiede la stessa illimitatezza dell'universo.

Rosanna Forino tende a conciliare i due poli estremi fra cui oscilla la tradizione italiana. Da una parte la matrice rinasci mentale, la più classica rispetto alle scuole europee, il cui ricordo si è mantenuto a lungo nella pittura italiana. Dall'altra il futurismo, uno dei movimenti più innovatori e sovversivi dell'arte mondiale del XX secolo.

La Forino è come se modernizzasse la tradizione classica, continuando le ricerche di armonia e bellezza, basandosi sul linguaggio artistico dell'Era contemporanea. Nello stesso tempo, mantenendo le distanze dagli estremismi, prende questo linguaggio da maestri dell'avanguardia come Vasilij Kandinskij e Frantisek Kupka, mostrando chiaramente un trasporto per le tradizioni che si sono venute a creare nel nostro secolo. La pittrice non erige una barriera intransitabile fra la pittura figurativa e la pittura astratta. Nella sua arte è già stato sperimentato il passaggio naturale dalla figurazione all'astrazione che a loro tempo hanno compiuto gli iniziatori ed i maestri della pittura non oggettiva. Questo passaggio ha contrassegnato il processo di graduale liberazione dei puri elementi essenziali della pittura - colori, linee, macchie - dal contenuto oggettivo. Ma le forme pittoriche non si sono per questo semplificate, anzi si sono complicate. Forse per questo la pittrice è tornata di frequente alla creazione figurativa arricchendola di quel che era stato scoperto nel processo di conquista della "pura forma".

I ritratti, il più delle volte femminili, eseguiti negli ultimi tempi sono l'espressione evidente di questo andare "a ritroso", che si compie per raggiungere la sintesi di vecchio e nuovo. Le libere macchie di colore creano in essi una struttura autonoma, adeguata alla persona reale. Le forme pittoriche che incorniciano i volti potrebbero da sole adempiere la funzione di un'immagine artistica compiuta. Ma l'espressività di queste forme viene accentuata dai volti, benchè in contrasto con essi: contrasto ove è pure nascosto un senso metaforico. Quando osservi i quadri di Rosanna Forino degli anni Settanta comprendi che le forme astratte delle sue pitture nascono dalla natura - alberi e fiori, terre e mari, soli e nubi -.

È un'artista della natura che trova nella vita organica la fonte dell'ispirazione e conosce l'importanza dell'intima coesione della natura. Nella sua percezione de mondo non è difficile avvertire un ripensamento dell'esperienza impressionistica fatta passare attraverso la spontaneità tensione faure. I suoi alberi crescono liberamente, le nuvole volano, i fiori fioriscono magnificamente rigogliosi. Ma la pennellata impressionista è mutata in una piccola superficie. L'una vicina alI'altra le macchie di colore non sono calcolate in modo da fondersi nell'occhio dello spettatore. Al contrario, esse creano un sistema decorativo in cui i colori puri hanno un'autonomia e, in vicinanza l'uno dell'altro, generano una musica densa di consonanze di colori. Anche Ia composizione del quadro viene strutturata. Il ritmo trascinante di linee e forme si sottomette ai motivi prevalenti. Si determinano le dominanti pittorico-plastiche attorno alle quali si organizzano gli elementi accessori. Tuttavia la tendenza a introdurre il genuino e lo spontaneo nei limiti della legge pittorica non turba l'unità naturale. L'artista non fa una differenza di principio fra essenziale e secondario. Il mondo è costituito di componenti equivalenti. Il "piccolo" è ricolmo dello stesso significato interiore del "grande". Questo modo di vedere permette all'artista di avvertire la sua partecipazione alle leggi generali dell'essere, di immergersi nella natura, di fondersi in essa, superando la posizione di chi crea sottomettendo a sè il mondo circostante. Nei momenti di fusione dell'artista nella natura nasce una meditazione lirica effettuata con i mezzi della pittura.

Ma ora lasciamo la fase precedente del percorso di Rosanna Forino e passiamo alla sua attuale opera, alla sua pittura e ai lavori su carta degli anni Ottanta. Qualcosa nella pittura e nella grafica dà modo di ricordare il periodo precedente. Dietro alla linea curva, che assume la forma dell'arco (questo motivo si incontra spesso nei lavori di Rosanna Forino) è facile intravedere il motivo del tronco ricurvo dell'albero. I cerchi e le macchie ovali suscitano il ricordo del mare e del cielo. Ma questo collegamento non è più indispensabile, costituisce un momento supplementare. Soddisfa la nostra curiosità, ci permette di avvertire l'origine dell'immagine e di aggiungere qualcosa a quell'impressione generata dal rapporto delle macchie e dei colori, dal ritmo delle linee. Questo elemento "supplementare" converge con l'impressione data dalle "forme pure", ma, nello stesso tempo, lascia la sensazione di un simbolo nascosto che non ha già più un rapporto diretto con i principi della natura. "Archi-alberi" è come se ci introducessero nel mondo segreto dell'anima dell'artista. Nastri e linee si distribuiscono nel senso di un cammino infinito. Un delicato intreccio di linee nere suggerisce la sensazione di instabilità dei sentimenti e la loro capacità di trasfigurarsi, mutare il loro aspetto, la loro tinta. In tutte queste associazioni non c'è ineluttabilità. Sono associazioni libere, del tutto sostituibili, posseggono un'autonomia, un'indipendenza dalla volontà dell'autore. Nell'ambito del sistema pittorico-plastico delle opere di Rosanna Forino, l'arbitrio spontaneo è sostituito dalla legge, dalla regola, dalla giustificazione interna di tutta la struttura. Le linee si estendono sulla superficie del quadro in modo prodigioso, proprio come esse devono estendersi. Il loro fluire non può essere deviato neppure di un centimetro, nonostante esse non denotino nè i contorni degli oggetti, nè alcun figura geometrica convenzionale (Grande lontana immagine). La disposizione delle sfumature di colore tenute nella scala del lilla e dell'azzurro è plasticamente giustificata (Astrale). In proporzioni esatte e rapporti scambievoli si collocano rami di un albero dell'anima che cresce verso l'alto e risplende nella misura in cui cresce.

Nelle inconfutabili forme di due rettangoli, si sovrappone un cerchio, nell'interno del quale linee-arco assumono il ruolo di unità consolidate (La Fortuna).

Si potrebbero citare ancora molti esempi. Quasi ognuno degli ultimi quadri d Rosanna Forino si struttura nella fusione organica di una libertà interiore, incarnata nei limiti di una legge plastica.

Nasce una questione: da dove proviene questa legge, quali sono le sue origini, come è stata trovata dall'artista?

Mi sembra che a questa domanda si potrebbe dare la seguente risposta.

Rosanna Forino si è fidata della natura, ha prestato fede al suo arbitrio. Quelle leggi di armonia che dominano nella sua arte, sono leggi della natura. L'artista è stata capace di afferrarle, estrarle dal mondo circostante e trasportarle nel linguaggio della sua pittura. La natura stessa sembra perciò che si metta a parlare il linguaggio della pittura e determini essa stessa i ritmi, i rapporti cromatici, le corrispondenze armoniche delle parti. Per questo ogni elemento è infallibile, non si sottomette ad abusi e non c'è scampo per l'espressione incontrollata.

Naturalmente tutte le parole dette non devono essere prese alla lettera. Rosanna Forino, immergendosi nella natura e assumendone le leggi non perde con questo la sua personalità, poichè è lei che cerca e trova e queste stesse leggi potrebbero essere applicate e interpretate da ogni artista nel modo più vario. D'altra parte la Forino non può essere messa alla pari di un medium che chiama in vita la stessa Natura e parla a nome di essa con le proprie labbra. Nonostante tutta la perfezione, I'arte di Rosanna Forino è contrassegnata da riservatezza ed è scevra di pretese infondate. Mi appare placida e lirica, benchè al contempo sia profonda e completa; proprio in questo "placido cosmico" sta il suo incanto e la sua particolare attrattiva.

Forse tutte le qualità che ho notato nell'arte di Rosanna Forino non coincidono con quelle che essa stessa riconosce nei risultati del suo lavoro creativo. Può darsi che la mia opinione si discosti da quella di chi conosce da lungo tempo, o al contrario da poco, i quadri della pittrice.

Posso ammettere volentieri una eventuale diversità di opinioni. È che l'artista di oggi invita lo spettatore non solo a con templare ma anche ad una collaborazione non calcolata da chi ha compiuto l'atto creativo.

In ogni caso sono convinto che la pittura di Rosanna Forino invita a questa collaborazione e che il pubblico moscovita ne approfitterà.

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