<< indietroavanti >>


TESTO CRITICO DI CRISTINA ROSSI
Milano, 2004
Milano - Scoglio di Quarto

Onde sonore che si inseguono in verticale, onde che non sai da dove provengano, nè dove vadano, ma sono lì, fissate in cento azzurri differenti, in acrilici trasparenti come fa l'oceano prima di scomporsi i singoli flutti carichi di luce interiore, vibrazioni armoniche, formeď·“colori che appartengono più al regno della musica che a quello della pittura, nel loro continuo fondersi e dissolversi.

<<Oggi sono più libera dal mestiere, dalla tecnica, l'atto materiale del dipingere, l'impasto dei colori, il lavoro, la difficoltà del maneggiare, frena, vincola, distoglie dal posare lo sguardo altrove>>: afferma con forza Rosanna Forino. L'altrove, per lei, è soprattutto l'inconscio/subconscio che affiora, si ribella: <<quando metto troppa razionalità nel dipingere sbaglio e l'inconscio si ribella>>.

Il vincolo formale è pertanto uno strumento, un contenitore, una misura in mano all'irrazionale. Il percorso artistico di Rosanna Forino esige oggi un nuovo equilibrio, una progettualità, un rigore più "alto" nella composizione; un momento sofferto ben espresso dal recente monocromo Monocolore giallo, dire giallo è riduttivo, dove colore e materia marcano una nuova relazione, con segno e forme di matrice più essenziale, con un rigore che oggi è più che mai sentito dall'artista. <<Il monocromo ti mette un laccio al collo, ti costringe a graduare diversamente colore e materia, ti stimola a ridefinire la tua pittura, a sottrarre...>>.
Aggiunge Rosanna, consapevole di dover coniugare un verbo fondamentale per la creatività, che oggi non si ottiene più per addizione, ma per sottrazione. Così le "onde" che suggeriscono un moto, del mare o dell'aria o il ritmo della poesia, ma anche un volo di gazze osservato nell'andirivieni tra Milano e Montecarlo, incontrano altri segni, tracce di una nuova logica della composizione. <<Vado a vedere le mostre ma non troppo, mi proteggo dal vedere troppo; nulla si sedimenta e nulla riaffiora, come patrimonio di emozioni, se vedo troppo... >>.

Rosanna Forino dipinge dal 1977; a quindici anni ha capito di voler essere una pittrice e la sua arte si è dipanata libera da schemi mentali e da maestri troppo condizionanti. <<...non ho avuto maestri imperiosi>>.

Un viaggio in Messico e in Russia, nel 1990, dove ha esposto alla Fondazione Culturale Sovietica; due incontri forti con i tanti luoghi altri; il viaggio come gioco e messa a fuoco dello sguardo sul particolare. Una tavolozza mai abbandonata ove il blu/celeste si declina nei toni più disparati.

Vive e lavora tra Milano e la Costa Azzurra; numerose le sue personali in Italia e all'estero, la prima a Vicenza, nel 72, nell'86 alla galleria Vismara di Milano, e, sempre a Milano, la prossima, imminente mostra a Scoglio di Quarto.

Dipingere è per lei un fatto naturale, fa parte di un sentimento profondo, imperfetto come i sentimenti, ma duraturo, che non subisce scosse, se mai ha bisogno di scavare con più rigore dentro di se e nello stesso
tempo di correre libero. <<Il mio modo di guardare il quadro non è puramente istintivo, emotivo, ma razionale, intuitivo; posso capovolgere il quadro, riguardarlo e scoprirlo, questo mi fa vedere altro, mi stimola anche se è un gesto spontaneo, lo ha fatto anche Kandinsky con un suo paesaggio e questo gesto lo ha portato lontano...>>.

Forino si muove con leggerezza nella ricerca che porta avanti, senza urti, rotture, coerente con tutto il suo lavoro; una profonda fiducia nei propri mezzi coscienza dei sentimenti la guidano a una personalissima
ricerca artistica libera da ossessioni. Come succede solo ai veri poeti.

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