1984 - Monte Carlo Galleria Astrid
Con il console di Monaco a Zurigo
e la moglie


1982 - Asti Galleria La Giostra
Con il critico d'arte Didi Taricco


FLAMINIO GUALDONI - Urbino, 2001

E' una sorta di piacere intenso, e per fortuna non segreto, a presiedere la vita d'atelier di Rosanna Forino. Una vita fatta di luci alte, nette, e d'un rapporto di limpida sensuosità con le sostanze coloristiche.
(...) Forino, ha ben notato Dmitrij Sarabianov, scava entro sensazione naturale: meglio, verrebbe da dire, entro
un sentimento del naturale che, in questi anni, è giunto a identificare nell'animo della pittrice lo stream vitale dell'ondeggiare marino, e il mistero meravigliato del variare di sostanza luminosa di mare e cielo, come valore complessivo dell'altro, di ciò che, fuori di noi, ci consente di pensarci.
Dunque non il motif naturale, non la suggestione sensibile iniziale, ma ciò che della visione, e del flusso
affettivo innescato dalla visione, si decanta penser couleur, è lo snodo concettuale, oltre che espressivo,
sul quale ella opera.
Attraverso tale approccio, filtrato da meditazioni lunghe, da esperimenti e cicli pittorici condotti, come ha
indicato Lalla Romano, con ''sicurezza tranquilla, immune da vanità'', Forino ha ritrovato, dell'astrazione
storica, altre fonti prime (...)
Non è un caso che Sergio Dangelo, tra gli artisti mente limpida, e auscultatore acuto dell'opera altrui, possa
indicare in un bel testo poetico i suoi "precisi intervalli", ma anche i "brillanti / in rosso giallo arancio verde /
colori della bandiera del tuo sogno": musicalità su musicalità. (...)
Per l'artista, codice non ovvio è parificare, l'omogeneizzando in un unico campo di visione/lettura, i grafemi ciliati, le tracce emotivamente sismografiche, del nero sottile, e le bande ampie, di calibrata effusione,
delle stesure colorate.

DMITRIJ LICHACOV - Mosca, marzo 1990

Ho la sensazione di aver visto la sua pittura tantissimi anni fa (dentro alla natura, nel cielo in mezzo al Mar Bianco e ad un lago)

RICCARDO BARLETTA - Milano, aprile 1989

Si tratta di un astrattismo sui generis, non geometrico, non informale; basato su echi, allusioni, metafore vivo di accensioni cromatiche, spinte ai limiti della fascinazione, laddove gli incanti e le seduzioni costituiscono barbagli dli trasfigurazioni liriche.

DMITRIJ SARABIANOV - Mosca, 1989

(...) "Archi-alberi" è come se ci introducessero nel mondo segreto dell'anima dell'artista. Nastri e linee si distribuiscono nel senso di un cammino infinito. Un delicato intreccio di linee nere suggerisce la sensazione di instabilità dei sentimenti e la loro capacità di trasfigurarsi, mutare il loro aspetto, la loro tinta. In tutte queste associazioni non c'è ineluttabilità. Sono associazioni libere, del tutto sostituibili, posseggono un'autonomia, un'indipendenza dalla volontà dell'autore.
Nell'ambito del sistema pittorico plastico delle opere di Rosanna Forino, I'arbitrio spontaneo è sostituito dalla legge, dalla regola, dalla giustificazione interna di tutta la struttura. Le linee si estendono sulla superficie del quadro in modo prodigioso, proprio come esse devono estendersi. Il loro fluire non può essere deviato neppure di un centimetro, nonostante esse non denotino nè i contorni degli oggetti, nè alcuna figura geometrica convenzionale. Quasi ognuno degli ultimi quadri di Rosanna Forino si struttura nella fusione organica di una
libertà interiore, incarnata nei limiti di una legge plastica.
Nasce una questione: da dove proviene questa legge, quali sono le sue origini, come è stata trovata dall'artista?
Mi sembra che a questa domanda si potrebbe dare la seguente risposta.
Rosanna Forino si è fidata della natura, ha prestato fede al suo arbitrio. Quelle leggi di armonia che dominano nella sua arte, sono Ieggi della natura. L'artista è stata capace di afferrarle, estrarle dal mondo circostante e trasportarle nel linguaggio della sua pittura. La natura stessa sembra perciò che si metta a parlare il linguaggio della pittura e determini essa stessa i ritmi, i rapporti cromatici, le corrispondenze armoniche delle parti. Per questo ogni elemento è infallibile, non si sottomette ad abusi e non c'è scampo per l'espressione incontrollata.

SERGIO DANGELO - Milano, autunno 1989

Canto nei quadri di Rosanna Forino
In precisi intervalli
di lunghezza d'onda
passano radiazioni che gli angeli rendono magnetiche.
Così , con precisi intervalli
giungendo dagli oggetti,
altrettanti messaggi
in tagli e colate di luce innamorata
si appoggiano all'occhio,
alla sua retina.
Così nei dipinti tuoi
Rosanna
la luce addensa
in toni
mezzi toni
in aperture
che al vano della porta della mente
illuminano;
brillanti
in rosso giallo arancio verde
colori della bandiera del tuo sogno
forme forti e vivaci
dell'amore.

GIANNI VIANELLO - Milano, gennaio 1980

Il suo esprimersi e comunicare con il segno e con il colore ci giunge come linguaggio attuale: cioè una pittura che appartiene al nostro tempo.
Le composizioni di Rosanna Forino rivelano la limpidezza dell'idea e l'essenzialità coerente dell'esito formale, alle quali fanno preciso riscontro la solidità e l'accuratezza di esecuzione. (...) progressivamente la sua pittura è andata via via spogliandosi di tanti incidenti formali per rivestirsi di puro colore e di puro segno, (...) scrisse Kandinskij nel Der Blane Reiter "Quando nel quadro una linea viene liberata dall'obbligo di servire a un fine, e cioè di indicare una cosa, e funge essa stessa da cosa, la sua risonanza interiore non viene più indebolita da alcuna funzione accessoria e conserva, tutta intera, la sua forza(...) "

LELLA TUCCI - 1979

(...) nel dialogo con le opere e le natura le figura appare raramente.
Con il carattere di una rivelazione confessata della memoria celete nell'intimo della pittura stessa.
ln singolare simbiosi col più puro cromatismo(...)

SERGIO DANGELO - 1979

(...) questi dipinti, generosi in colore, grandi finestre della memoria, offrono immagini di luoghi geografici ma come e quanto trascesi!
Qui il pretesto figurativo diventa ragione per AVVIARE il quadro che si presenta, ad opera ultimata, come una vetrata policroma, come un paesaggio mentale(...)
oltre ll pretesto (i rami, le prima foglie) questa pittura che non contiene cronaca ne aneddoto, carica di tensioni emotive, presenta i luoghi <<suoi>> ma, per tutti, universali.
Cosi come di una partitura musicale accettiamo il titolo, ma riceviamo delle cascate di note, sensazioni che facciamo nostre, così gli arancio, i blu, i gialli di Rosanna Forino divengono altrettante scale cromatiche per la nostra gioia(...)

DINO VILLANI - 1977

Il risultato delle sue più recenti ricerche arriva a scandire le componenti, specialmente cromatiche, degli oggetti e dei paesaggi che ci vengono così offerti trasfigurati da una osservatrice che tende ad esaltare i valori.
Vediamo allora una natura che squilla staccando qualche volta le note, ma più spesso sovrapponendole in modo da sentirle distinte ma sulla via di fondersl con le altre che sono sotto o di fianco (...)

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1983 - Roma Galleria L'Astrolabio
Con il critico Marcello Venturoli